'I think I could turn and live with animals, They are so placid and self contained, I stand and look at them long and long. They do not sweat and whine about their condition, They do not lie awake in the dark and weep for their sins, They do not make me sick discussing their duty to God, Not one is dissatisfied, not one is demented with the mania of owning things, Not one kneels to another, nor to his kind that lived thousands of years ago, Not one is respected or unhappy over the whole earth'.
(Walt Whitman Leaves of Grass)

Nella silenziosa pratica del disegno risiede la chiave per accedere al senso del mondo e delle cose (John Berger)

venerdì 5 febbraio 2016

FANTASMI DI CITTA'

Sulla rivista on-line ZRAlt!             Fantasmi di città di Angela Maria Russo
1 portfolio + 1 libro-catalogo
Fantasmi di città di Angela Maria Russo riesce a far parlare quelle immobili statue viventi (che incrociamo spesso nei nostri percorsi urbani) con una serie di fotografie contaminate digitalmente ed un testo pacato, lieve, nella sua stringente umanizzazione di fondo. Un approccio artistico, il suo, che si è misurato anche con i disastrati plein air delle “zone rosse” aquilane. Ha scritto e disegnato nel suo taccuino qui riproposto nel PDF: «Questi disegni e questi pensieri nascono da alcune visite fatte a L’Aquila dopo il terremoto del 6 aprile 2009. Le visite sono state organizzate dal gruppo “Una carriola di disegni”http://unacarrioladidisegni.blogspot.com». Antonio Gasbarrini - direttore responsabile


FANTASMI DI CITTA’



Passiamo accanto a loro , frettolosi, mentre andiamo al lavoro , a fare spese, ad un appuntamento.
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Solo i bimbi le guardano incantati e quando mettono un soldino nel barattolo e le statue, improvvisamente, si animano, loro, i piccoli, fanno un balzo indietro. Un pò spaventati, un po deliziati da questa magia.
Ma loro chi sono? Da dove vengono?  Cosa pensano durante le ore che passano immobili nelle piazze più affollate e più belle della Terra?
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LA LIBERTÀ HA PERSO LA SUA FIEREZZA.
 ...

Vado avanti in via del Corso e davanti la chiesa di S. Carlo la vedo è lì, la Statua della Libertà.

Il viso coperto di biacca, la mano con la fiaccola, penzoloni. Il caldo , la stanchezza hanno fatto perdere fierezza alla libertà.

Ecco rialza la mano, due minuti ed è di nuovo giù.
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