'I think I could turn and live with animals, They are so placid and self contained, I stand and look at them long and long. They do not sweat and whine about their condition, They do not lie awake in the dark and weep for their sins, They do not make me sick discussing their duty to God, Not one is dissatisfied, not one is demented with the mania of owning things, Not one kneels to another, nor to his kind that lived thousands of years ago, Not one is respected or unhappy over the whole earth'.
(Walt Whitman Leaves of Grass)

Nella silenziosa pratica del disegno risiede la chiave per accedere al senso del mondo e delle cose (John Berger)

mercoledì 2 ottobre 2013

Arte e illustrazione naturalistica per la difesa della biodiversità

Gazzetta Ambiente - numero 3 - anno 2013

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Una matita e un taccuino e puoi salvare la biodiversità! Forse l'assunto è un
po' schematico e può suonare piuttosto estremo. Ma basta scorrere quello che scrivono i due Autori di questo denso dossier, curato da Roberto Sinibaldi, per cogliere subito il valore del loro lavoro.
Federico Gemma e Angela Maria Russo sono entrambi biologi, ma questa
è solo una delle basi del loro talento. Un'altra dote iniziale è certamente
l'inclinazione e una certa virtù nel disegno. Una capacità che è diventata
un merito attraverso l'esercizio e l'applicazione, tanto da trasformarsi in un
lavoro. Un lavoro di grande qualità, ma difficile da identificare: Gemma si
definisce pittore naturalista; Russo artista naturalistica. Tuttavia per entrambe le definizioni c'è bisogno di specificare meglio subito dopo.
Probabilmente le nostre latitudini culturali si fanno sentire: non apparteniamo al mondo anglosassone, dove questo tipo di attività vanta ben altre tradizioni, esperienze e divulgazione sociale. E sono appunto questi gli obiettivi su cui puntare per diffondere la conoscenza, che è alla base della difesa dell'ambiente e, più in generale, della biodiversità. Ed eccoci tornati all'assunto iniziale.
Abilità e bravura dei nostri due autori, per quanto evidenti ed emozionanti
in molte loro tavole, non bastano a cambiare il concetto – purtroppo frequente nel nostro Paese – che considera il disegno un desueto strumento ottocentesco. Al contrario, è vero esattamente l'opposto. Ed è dimostrabile sperimentalmente. Noi tutti siamo consumatori di immagini; nell'era digitale nella quale siamo immersi, nello scorrere veloci di figure che compongono sempre più il quadro di riferimento delle nostre conoscenze, disegnare non è un passo indietro nella storia, come con supponenza qualcuno potrebbe sostenere. È invece un formidabile strumento di analisi dei dettagli di quello che ci sta davanti. Disegnare, dipingere, illustrare, ci costringe a "osservare", ad accorgerci di elementi che mai avremmo notato guardando semplicemente una foto, o lo schermo di un computer o di una televisione.
L'uso, la diffusione, il piacere del disegno, non significa però solo distinguere più facilmente un fiore o un uccello. Significa soprattutto contribuire alla conoscenze e insegnare ad amare la natura. La difesa della biodiversità passa anche da qui.

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