
Valnontey
Oche a guardia di una fattoria, accanitissime non facevano passare nessuno!

ancora Valnontey, una baita , sullo sfondo il Gran Paradiso





[28 agosto 2009]
e sfumature delle ali delle farfalle, i falsi occhi che servono a disorientare i predatori. Soffermarsi sulla bizzarria dei bruchi per non chiamarli più semplicemente , e con una certa forma di disagio, “vermi”. Spiare silenziose e immobili crisalidi che nascondono la meraviglia della metamorfosi, bozzoli intricati e apparentemente confusi e pasticciati che possono dare fili impalpabili e setosi.
olo di luci e forme, e lei – troppo modesta per fingere di avere tutte le risposte – ce lo restituisce come appare, ci pensino gli altri (i presuntuosi filosofi, ad esempio) a dirci che significano quelle forme. In realtà a lei interessa proprio il visibile, lo stupore di un dettaglio e la meraviglia di un colore. Per questo le sue farfalle sono insieme meticolose e anarchiche, perché ce le mostra non come ce le illustrerebbe uno entomologo, ma semplicemente come viventi, come improbabili e delicatissime combinazioni cromatiche. Guardare queste farfalle vuol dire dimenticare la zoologia, la scienza, la precisione fine a sé stessa, e tornare bambini in un mondo luminoso e spietato. Come i bambini, appunto.
IL TACCUINO DEL NATURALISTA - PARCO MONTI SIMBRUINI Il 17 AGOSTO 2026 , un mio workshop presso il "MUSEO DELLE PIANTE" - TREVI DE...